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Il Consiglio di Stato sospende la sperimentazione sui macachi

Il Consiglio di Stato ha disposto la sospensione provvisoria della sperimentazione in corso su sei macachi nell’ambito di un progetto delle Università di Torino e Parma sui deficit visivi umani chiamato Light Up. “E’ l’Ente che sperimenta a dover provare che non esistono alternative a una sperimentazione invasiva sugli animali e foriera di sofferenze che la normativa europea e nazionale sul benessere animale, anche nelle sedi di sperimentazione, prescrive di evitare o ridurre entro rigorosi parametri fisiologici”, è scritto nell’ordinanza 230 adottata dal Consiglio di Stato. A presentare ricorso anche contro il Ministero della Salute era stata la Lav. Che infatti esulta: “Vittoria!”, scrive l’associazione animalista sul proprio sito, dove spiega poi che “nella comparazione degli interessi, scrive la Corte, prevale l’interesse della Lav alla tutela degli animali. E ha condannato il Ministero e le Università a rifonderci 3.000 euro di spese legali”.

✅ MACACHI PRESI PER FAME E PER SETE “PER ASSERVIRE LA LORO VOLONTA’”?

Secondo la Terza Sezione del Consiglio di Stato è il Ministero della Salute che “deve, con massima urgenza, fornire tale prova sull’impossibilità di trovare alternativa ad una sperimentazione invasiva sugli animali nonché depositare una dettagliata relazione sulla somministrazione agli animali oggetto di sperimentazione di liquidi e cibo sufficienti, astenendosi da misure che finiscano per trasformare la doverosa erogazione di cibo e liquidi in forma di premio per asservire la volontà di animali sensibili come i primati”. La decisione è provvisoria, in quanto adottata in sede cautelare in attesa che si pronunci sul merito il Tar del Lazio, che invece aveva respinto la richiesta di sospendere in via d’urgenza la sperimentazione. Su 24 zampe abbiamo scritto spesso della vicenda, sin dalla prima ora: quando si è saputo dell’esperimento Light Up, quando sono stati minacciati i ricercatori coinvolti, quando gli animalisti hanno organizzato una protesta coordinata in tutta Italia, quando il ministro Giulia Grillo ha ordinato un’ispezione in merito, quando gli stessi ricercatori hanno voluto far conoscere le proprie ragioni.

✅ AGGIORNAMENTO – LAV: FERMARE ESPERIMENTO PRIMA CHE PROCEDURE DIVENTINO PIU’ INVASIVE

“Questa vittoria legale, in una battaglia così lunga, è particolarmente importante per fermare subito il progetto di ricerca, prima che inizino le procedure purtroppo più invasive per gli animali”. Così Gianluca Felicetti, presidente della Lav commenta la sentenza del Consiglio di Stato, che ha dato ragione all’associazione animalista ordinando la sospensione del famoso esperimento sui macachi dell’Università di Torino presso l’Università di Parma. “Vogliamo condividere questo risultato fondamentale – prosegue Felicetti – con le migliaia di persone che hanno già firmato la petizione della Lav #civediamoliberi e che hanno pacificamente manifestato con noi in questi mesi a Torino, Parma e Roma”. Con questa pronuncia, prosegue, “si vuole fare chiarezza oltre il ‘muro di gomma’ che difende un progetto sperimentale in cui emergono sempre di più requisiti mancanti, incongruenze e valutazioni di parte, e si ristabilisce l’importanza dell’interesse alla protezione degli animali, degni di tutela”. La Lav, anche grazie a una petizione sostenuta da più di 425.300 persone, chiede ora al ministro della Salute Roberto Speranza di “revocare l’autorizzazione a questo esperimento” e “chiede di portare in salvo i macachi che sono stati catturati in natura, trasportati dalla Cina e ingabbiati per un test peraltro già effettuato altre volte in altri Paesi, senza alcun risultato utile per i malati”.

✅ AGGIORNAMENTO – BRAMBILLA: NO AL RINVIO DEL DIVIETO DI SPERIMENTAZIONE

“L’ordinanza del Consiglio di Stato – sostiene Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente – sugli esperimenti in vivo con i macachi condotti dall’Università di Torino non solo dovrebbe suggerire al ministro della Salute di ritirare l’autorizzazione a questi test, ma impone a governo e Parlamento anche una più approfondita riflessione sul rinvio, accordato dal decreto milleproroghe, dei divieti di compiere su animali esperimenti per ricerche su sostanze d’abuso e xenotrapianti e di riutilizzare animali già sottoposti a test, se non per procedure classificate “lievi” o condotte completamente in anestesia generale, e, ancora, una più approfondita riflessione sull’esiguità delle risorse destinate dal nostro Paese all’elaborazione, validazione e diffusione di metodi alternativi. Occorre una netta svolta, nella direzione indicata dai miei emendamenti al testo del governo, per vietare subito i test in vivo secondo la previsione del decreto 24/2016 e finanziare con risorse adeguate le ricerche sulle alternative”. “Lo stop senza deroghe – prosegue Brambilla – sarebbe un formidabile incentivo per consentire finalmente l’applicazione e la diffusione dei metodi alternativi già esistenti, che va comunque sostenuta con adeguate risorse e non per finta.

✅ AGGIORNAMENTO – CATTANEO: UN VERO ATTACCO ALLA SCIENZA

C’è anche chi non esulta per la decisione del Cds. Anzi. “E’ un vero e proprio attacco alla scienza”, afferma la senatrice a vita e farmacologa Elena Cattaneo, commentando la decisione del Consiglio di Stato, resa nota questa mattina, di sospendere l’autorizzazione alla fase sperimentale su macachi del progetto di ricerca europeo “LightUp” guidato dai professori Marco Tamietto e Luca Bonini delle Università di Torino e Parma, i quali, ricorda, “negli scorsi mesi sono stati minacciati di morte a causa dei loro studi”. “Nell’ordinanza – evidenzia Cattaneo – che contraddice quanto stabilito dal Tar del Lazio lo scorso novembre, si inverte l’onere della prova, pretendendo che sia il Ministero della Salute a dover dimostrare l’inesistenza di metodi alternativi alla sperimentazione su animali. Stupisce come il Consiglio di Stato non offra alcuna argomentazione a sostegno della decisione di ribaltare la decisione del Tar”. I giudici – spiega la senatrice a vita e docente della Statale di Milano – disconoscono la premessa nota di tutta la vicenda. Come sa, o dovrebbe sapere, chiunque si occupi o si trovi a decidere di delicati temi di ricerca, è la stessa direttiva europea sulla sperimentazione animale a prevedere che né l’Erc (Consiglio europeo della Ricerca), né il Ministero della Salute, né le rispettive Università possano autorizzare un progetto in tal senso, se esistono metodi alternativi che la scienza ha certificato come altrettanto validi. In altre parole, è già obbligo di legge che i progetti debbano includere la prova dell’assenza di alternative alla sperimentazione animale: vengono giudicati anche su questo”. Di fronte a decisioni del genere, che – seppur provvisorie – ostacolano e bloccano la nostra ricerca, non può stupire che tanti ottimi studiosi italiani scelgano di fuggire dall’Italia, portando i loro progetti di eccellenza, e i relativi finanziamenti ottenuti vincendo la competizione al vertice della ricerca europea, in Paesi le cui istituzioni sostengono la scienza non con dichiarazioni retoriche sulla ‘fuga dei cervelli’, ma applicando le normative vigenti senza ulteriori restrizioni e divieti”.

✅ AGGIORNAMENTO – LEAL CONFERMA MANIFESTAZIONE PER SABATO 25 GENNAIO A PARMA

Una buona notizia non è una vittoria! Gian Marco Prampolini, presidente Leal, dichiara: “La notizia è positiva ed è da accogliere con soddisfazione tuttavia riteniamo utile non gridare vittoria anche perché sicuramente le Università di Torino e Parma che hanno già avviato la sperimentazione non si arrenderanno. Leal chiede che il ministro Speranza ritiri l’autorizzazione”. Inoltre, Leal sottolinea come la decisione del Cds sia “merito di tanti”: questa ordinanza è sicuramente frutto delle azioni legali delle associazioni e di pressioni fatte da molte sigle, movimenti e singoli attivisti nelle strade e nelle piazze. Cortei, azioni dirette, presidi, petizioni e proteste anche davanti al Ministero della Salute hanno mantenuto alta l’attenzione sul caso dei 6 macachi di Parma e sulla vivisezione più in generale. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia su questa importante vicenda che ha ancora diversi aspetti da chiarire, non ultimo quello dei due milioni di euro di fondi pubblici stanziati prima che il progetto ottenesse l’autorizzazione definitiva dal Ministero della Salute e proprio in questi giorni la Commissione di Bruxelles si è pronunciata in merito, sottolineando che il Programma Quadro UE Horizon 2020 non avrebbe potuto elargire i contributi comunitari perché il progetto era privo della documentazione richiesta. Rimane quindi confermato il Corteo Nazionale “Per i Macachi di Parma – Fino Agli Stabulari” di domani sabato 25 gennaio 2020 con partenza da Parma FS alle ore 13.30.

✅ AGGIORNAMENTO – ANCHE ANIMALISTI ITALIANI IN PIAZZA A PARMA

Il Presidente degli Animalisti Italiani Walter Caporale dichiara: “Prendiamo atto dell’importante risultato conseguito. Per il momento sembra che i poveri 6 macachi detenuti negli stabulari di Parma potranno tirare un respiro di sollievo. Si tratta di una sospensione, ma almeno le loro speranze di salvezza aumentano. Grazie a tutti coloro che si sono impegnati con azioni mirate e concrete per il raggiungimento di questo risultato”. Aggiunge: “Animalisti Italiani comunque non si ferma e domani, insieme ad altri attivisti animalisti saremo a Parma per un corteo pacifico fin sotto agli stabulari affinché si arrivi allo stop definitivo, tutelando gli animali dagli esperimenti più atroci ed invasivi che successivamente li condurranno alla morte”.

© Guido Minciotti – Il Sole 24 Ore